Sos Colonganos

 

TRAMAS, TETI 3 DICEMBRE 2017
Sos Colonganos (AUSTIS)

Il carnevale di Austis si distingue dagli altri riti della Barbagia per i misteriosi Colongànos, che portano sulle spalle un carico di ossi d’animale anziché di campanacci. “Sos Colongànos” si distinguono per l’abbigliamento, senza uguali nei carnevali della Sardegna. In testa portano pelli di volpe o di martora, sul viso “sa caratza de ortigu” (maschera di sughero nera) nascosta sotto alcune “franzas de lidone” (rametti e foglie di corbezzolo); indossano lunghe e scure pelli di pecora e portano sulle spalle un carico di ossi di animali, un tempo legati con pezzi di intestino. In mano hanno un bastone o un forcone. Della cerimonia fa parte anche “s’Urtzu”, vittima che indossa una pelle di cinghiale completa della testa e ha il viso imbrattato di carbone. È tenuto alla fune da alcuni “bardiànos” (guardiani) dal viso nero, pastrano di orbace e gambàles.
Durante la festa di Sant’Antonio Abate e per quella di San Sebastiano, “sos Colongànos” ballano intorno ai falò come sofferenti in penitenza. Su due file ordinate, all’unisono sbattono in terra il bastone e poi eseguono un salto, scrollando le spalle per far risuonare il carico di ossi e produrre un suono sordo e lugubre. Nel frattempo “s’Urtzu” corre come un pazzo, cercando di sfuggire ai guardiani. Alcuni “bardiànos” annunciano il passaggio del corteo producendo un prolungato suono con un corno d’animale o una conchiglia. Altri figuranti gettano crusca e grano sulla folla.
Per quanto riguarda il significato, secondo alcuni, l’etimologia di “Colongànos” deriva da “kòlos” (“pecora” in greco) e indica appunto “coloro che si vestono da pecora”. La tragica cerimonia ha un forte carattere propiziatorio. Ciò è messo in evidenza, in particolare, dall’uso delle fronde di corbezzolo, pianta mediterranea sempreverde, chiaro omaggio al dio della vegetazione, e dall’uso degli ossi, simbolo della morte che attende la resurrezione, ma che hanno anche una funzione apotropaica. Infatti ad Austis si dice che “sos Colonganos faghen sonu ’e matracca”; sa matracca è uno strumento di legno utilizzato durante la Settimana Santa, quando non possono suonare le campane, per produrre un forte schiocco con valenza apotropaica.

— con Salvatore Sanna, Sos Colonganos e Antoni Melone