Maimones, Murronarzos e Intintos

 

Maimones, Murronarzos e Intintos (OLZAI)

Come nel resto della Sardegna, anche a Olzai il carnevale ha antichissime radici legate a credenze dell’era precristiana. Nella memoria dei vecchi olzaesi, è rimasta la maschera de:
Su Murronarzu;
Sos Maimones;
Sos Intintos.

Abbandonata all’inizio del secolo perché definita molto violenta e ripresa pochi anni fa da un gruppo di appassionati, la maschera de “su murronarzu” ha il muso che ricorda il maiale e le corna caprine. Essa, è scolpita in legno di pero selvatico e anticamente veniva tinta con il sangue di capra; i vecchi raccontano però che a volte, veniva usato come maschera il teschio di maiale. “Sos murronarzos”, legati con delle funi di cuoio “sohas” e maltrattati da uno o più guardiani, rappresentano la morte del Dio che deve morire per rinascere più forte e fecondo.
“Sos maimones”, sono i seguaci di Dioniso che nel travestimento rappresentano, (con il loro rito di fertilità), la smania di essere posseduti dal Dio per divenire simile a lui. Si muovono a saltelli mimando l’atto sessuale e ogni tanto, interrompono la danza buttandosi uno sopra l’altro formando “sa nurra”, dando luogo ad una manifestazione orgiastica così come succedeva nel mondo greco, durante le feste in onore di Dioniso.
“Sos intintos”, sono maschere improvvisate del mercoledì delle ceneri, molto apprezzate in paese per la loro simpatia e spontaneità dei movimenti. Nel primo giorno di quaresima, molti uomini indossano gli abiti delle vecchie vedove sarde e portano a spasso per il paese una scala con un fantoccio chiamato “Juvanne Martis Sero” che, al tramonto, viene processato e condannato al rogo.

— con Federica Sedda e Maimonese Murronarzoso Intintoso Olzai